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sabato 14 maggio 2016

Note di un Sommelier in servizio : I pinot di Sonoma

Curiosity kill the cat
La curiosità è il miglior veicolo per l'apprendimento e di certo non mi è mai mancata.

I prosupposti alla serata

Giovedì 12 Maggio 2016 ore 21, la mia delegazione organizza una serata di degustazione "diversa", figlia di una vacanza recente del nostro delegato Lorenzo negli States. Parlando di un delegato Fisar, produttore di vino, come poteva mancare una puntata dritta nella contea di Sonoma in California alla scoperta di una delle zone ben note nel mondo per la produzione di Pinot Nero ? e come potevo non esserci alla serata? Pronti via ! Chiedo di essere di servizio e per fortuna è il mio turno (per chi non mi conosce sono quello sulla destra).




Lo studio nobilità l'uomo (era il lavoro ma va bene lo stesso)

Mia abitudine, quando ci riesco, è documentarmi prima delle serate, su zona e produttori. Partiamo dalle 4 zone presenti, Russian River Valley, Sonoma Coast, Anderson Valley e Fort Ross-Seaview.

AVA (come lava)

Il sistema di qualità americano si chiama AVA, American Viticultural Areas. (Aree Viticolturali Americane). Una specie del nostro IGT. Rispetto ad altri sistemi di controllo legalizzati, come per esempio il sistema AOC Francese o la DOC Italiana, la AVA Americana è molto più generica e permissiva e si limita a garantire la zona di provenienza di un vino




Le zone.

In California le zone costiere godono di un clima più fresco avvantaggiandosi delle brezze marine e questo gli permette una maggior produzione di uva per esempio rispetto alla Napa Valley. Le nebbie mattutine che conosce bene chi è stato a San Francisco sono una delle caratteristiche climatiche che condizionano favorevolmente lo sviluppo delle uva in tutta la contea.
Russian River valley è l’AVA più “fresca” della contea di Sonoma. Gallo Vinery, la più grande cantina americana,  ha determinato e condizionano nel bene o nel male i confini di questa zona vinicola da loro molto utilizzata. Terra di argille e scheletro di antica origine vulcanica.
























A partire dagli anni 90 l’uva ha rimpiazzato le mele nelle culture di questa zona e principalmente si parla di Chardonnay, ma la qualità del Pinot nero che nasce in questa zona ha avuto presto un buon riscontro soprattutto per i profumi tipici di frutti di bosco. Le vigne migliori per il pinot nero sono quelle che rimangono al di sotto della quota delle nebbie e quindi su territori più freschi.

La Sonoma Coast si svolge perlopiù lungo la costa sull'oceano Pacifico. La denominazione è noto per il suo clima fresco e la piovosità importante rispetto ad altre parti del Sonoma County. La zona ha una così ampia gamma di microclimi che sono state fatte diverse petizioni al  United States Department of the Treasury Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau per la creazione di sub-AVA come il Fort Ross-Seaview di cui abbiamo in vino in degustazione. 

Terreni elevati prossimi al mare, dove le nebbie mattutine abbondano presentano sfide extra.I rilievi alti e la vicinanza all'Oceano Pacifico offrono il mix perfetto di sole e aria fresca e lo questo stress benefico per il Pinot Nero e Chardonnay aiutano le uve a prosperare.

Con la Anderson Valley ci si sposta invece nella Contea di Mendocino. Pinot Nero e Vini frizzanti a una ventina di chilometri dall'Oceano Pacifico. Buone escursioni termiche anche diurne, spesso tra i 20 e i 30 °C che aiutano il Pinot Nero a sviluppare una buona carica aromatica e a raggiungere perfette maturazioni.





Passiamo ai vini


5 vini piu uno a sopresa, 5 bottiglie per vino per i 50 partecipanti alla degustazione. 30 bottiglie in totale da servire, tutte perfette, e circa 300 calici da riempiere.
Un tappo si rompe ma in un locale che si rispetti non manca mai un decanter e tutto si risolve per il meglio.







Nota generale : Tutti i vini i degustazione sono marcati da un colore intenso e da struttura importante per un pinot nero.  Sicuramente dovuti all’uso massiccio di barrique di rovere americano o francese, quasi sempre di primo passaggio, che satura di tannini un vino che per sua tipologia dovrebbe essere poco tannico e di un elegante colore che tende al rubino molto scarico. Tutto questo è legato probabilmente al gusto degli americani che per anni hanno usato le produzioni cilene caratterizzate proprio da questo aspetto e si sono affinati il gusto a quello derivante dall’uso importante del legno per l'affinamento.

In ordine di servizio

Rochioli - 2014 Estate Pinot Noir, Russian River Valley

Un blend di diversi vigneti, 15 mesi in botti di rovere francese. 60$ a bottiglia in cantina. Si apre bene al naso con profumi tipici dei frutti di bosco, fresco e minerale quanto basta a sostenere il sorso che nonostante il legno non è mai pesante. Un po corto e soprattutto tende a perdere velocemente carattere nel bicchiere.

Cline - 2014 Sonoma Coast Estate Pinot Noir (il vino a sorpresa

Naso molto interessante, intenso di fiori e frutto di bosco, di lamponi e viole, Fresco di ribes, Profumato di erbe aromatiche. La bocca non corrisponde però come intensità e si perde presto. Più europeo degli altri come struttura se avesse trovato persistenza sarebbe stato un degno rivale per la mia personale classifica.

Williams Selyem - 2013 Pinot Noir, Sonoma Coast

Un discreto corpo, scuro, ciliegie e mirtilli, decisamente vegetale con una buona persistenza che ricorda le arance e il cioccolato. Il legno si sente bene e si integra nel frutto ma condiziona il sorso come per altri suoi colleghi. 52$ a bottiglia.

Copain - 2012 Kiser 'En Haut' Pinot Noir, Anderson Valley

Viole e rose, ciliege mature e ancora una spiccata nota vegetale e boisé. Un vino molto autero e con una dominanza sapida unica in tutta la batteria dei vini. Sicuramente giovane potrebbe dare buone sorprese fatto riposare per qualche anno. 75$ a bottiglia.

Wild Hog - 2012 Estate Bottled Pinot Noir, Fort Ross-Seaview

Aiuto ! Stappo la bottiglia e i trucioli di rovere schizzano fuori prepotenti. Tutto sembra fuorchè un Pinot Nero e comunque ne ha perso tutti i connotati, per colore, aromi, corpo....Il più economico della batteria, tra i 20$ e i 30$ a bottiglia non giustificano un uso massacrante del legno. La domanda è : perchè ?


Alysian - 2011 Pinot Noir, Russian River Valley

Frutta rossa e nera, prugne, ciliege e mitilli, le note vegetali diventano aromatiche e si avvicinano alla lavanda, la speziatura è dolce di cannella e vaniglia. Le botti di rovere francese fanno in questo caso un buon lavoro e aggiungono complessità ad un vino di buona struttura. 40$ a bottiglia con sicuramente un buon futuro davanti a se

Il migliore in assoluto per il mio gusto e per la breve opportunità di assaggio.




Serata interessante con un ampia possibilità di assaggiare vini "lontani" dal nostro modo di intendere questa uva e difficili da reperire localmente. Sicuramente tipici della zona in cui sono prodotti e pertanto degni di una degustazione indifferentemente dal piacevolezza che uno può provare legata allo stile dei vignaioli californiani. Certo i prezzi non sono modesti ma rapportati ai costi dei vini che un americano deve importare assumono un loro comprensibile perchè.








mercoledì 23 marzo 2016

Terre di Toscana IX edizione 28 Febbraio 2016



Lido di camaiore UNA Hotel Versilia


Apre alle 11 e immancabilmente siamo tra i primi ad arrivare, prendiamo il calice e via dentro prima che arrivi la folla. Già, questa manifestazione oramai ben consolidata richiama, in
piena stagione di anteprime, una folla non indifferente di esperti, operatori del settore, giornalisti o semplici appassionati. Ce n’è per tutti!
Il motivo è semplice: le eccellenze della Toscana vitivinicola qui sono tangibili, si toccano con mano e nel bicchiere, tutte insieme, disponibili sempre ad un dialogo e a raccontare il loro lavoro.
Tipicità molto diverse tra loro ma tutte accomunate da un filo conduttore unico: la passione. In questa grande manifestazione possiamo trovare dal più piccolo viticoltore all’azienda grande e strutturata, per arrivare ai big, a quelli che si vedono da lontano perché hanno la fila davanti al banchino.
Evito i Brunello, salvo uno che mi attira per le annate vecchie e mi concentro su pochi
Chianti che mi interessano, approfittando di piccole verticali o interessanti zonazioni.


Se volete una panoramica ampia del vino in Toscana questo è il posto giusto!
Il dubbio è se parlare dei vini in degustazione o prendere spunto dall’evento per parlare della Toscana vitivinicola e direi che questa seconda scelta è più interessante, visto oltretutto che possiamo verificare la teoria con la pratica.




Il Sangiovese classico


La Toscana è suddivisa da un punto di vista enologico in 2 grandi macro aree. La zona centrale tra la provincia di Firenze e quella di Siena fino agli estremi della provincia di Grosseto dominata dal Sangiovese in svariate espressioni, dal Chianti al Brunello fino al Nobile di Montepulciano o al Montecucco. Poi tutto quello che gli gira attorno fatto per la maggior parte da vitigni internazionali coltivati e lavorati in modi diversi e comunque spesso accompagnati ancora dal Sangiovese.


Si fa presto a parlare di Sangiovese...grosso e piccolo, prugnolo gentile e morellino, tante espressioni diverse legate al territorio di provenienza dove si sono sviluppate le colture.


Supertuscan


Partiamo dal cuore storico del Sangiovese, Firenze e Siena, Chianti, Chianti Classico e i grandi “supertuscan” che si chiamano Flaccianello, Cepparello, Montevertine, tutti presenti in esposizione per la gioia degli appassionati.


Brunello


E pensiamo ancora al Brunello nelle eccezioni di grandissima eleganza dell’azienda Stella di
Campalto, al Nobile di Montepulciano,e agli oramai consolidati tentativi di coltivare Pinot
Nero sull’appennino del Podere Fortuna e de Il Rio.


L’influenza Francese….


Anche nel cuore del Sangiovese non possono mancare i vitigni classici bordolesi, a sud della provincia di Siena, a Sarteano, nella Tenuta Trinoro che presenta grandi ma giovanissime eccellenze.



…..dalle nostre parti


Ad Arezzo, a lato di Siena e Firenze, ci spostiamo su altri uvaggi come il Syrah, coltivato nella zona di Cortona e in Casentino e sempre il Pinot Nero in Casentino, tra i monti dell’Appennino. In questa area si trovano chiaramente anche produttori di Sangiovese che puntano però su lunghissimi affinamenti per dare un’identità riconoscibile al loro lavoro piuttosto che piccole perle enologiche come il Caberlot, uva ibrida del Valdarno.


Amerighi Stefano ­ Cortona (AR):

Cortona Syrah 2013 potente al naso e in bocca, frutti di bosco rossi e neri, fragole, lamponi, mirtilli e ribes. Grande estrazione, sottobosco e spezie nere, tabacco profumato. Morbido e rotondo, giovane ed esuberante.

Podere il Carnasciale ­ Mercatale V.no (AR):

Carnasciale 2013 il fratellino del Caberlot è più fresco e immediato, naso ampio di frutta rossa e note vegetali, la bocca si arricchisce di tabacco, pepe bianco, sottobosco umido. Un po’ irruento ma i tannini di questo vino sono varietalmente molto verdi e avranno tempo di smorzare gli ardori e donare la propria personale espressione. Caberlot 2012 il frutto in confettura è lo stesso del Carnasciale, ma naso e bocca sono più austeri e i sentori si spostano in modo ancora più deciso sulla parte vegetale dell’erba tagliata, del fieno, fino al peperone verde. Completa il bouquet una bella nota ematica e ferrosa e la polvere del cacao amaro.


Viogner, Sauvignon ma soprattutto Vermentino


Ci spostiamo sulla direttrice che va da Prato, con i vini storici di Carmignano, figli medicei di Francia e Toscana, passando da Montecarlo verso Lucca con le uve francesi e le esperienze biodinamiche di un distretto che sta crescendo a vista d’occhio. Per finire andiamo sulla costa della Versilia fino a Massa, dove troviamo le eleganti espressioni di Vermentino coltivate in Lunigiana.

Podere Còncori ­ Gallicano (LU):

Vigna Piezza 2013 Syrah con corpo medio, naso esile di intensità ma elegante, si apre in bocca con mirtilli, ribes e more, pepe e chiodi di garofano, teso e pimpante con un finale amarognolo.
Pinot Noir 2013 naso e bocca aperti e profumati, frutti di bosco croccanti, ciliege, mirtilli, fragoline di bosco e ribes, grande freschezza che chiama volentieri il secondo sorso.

Terenzuola ­ Fosdinovo (MS):

Colli di Luni Vermentino Vigne Basse 2015 una delle migliori espressioni del vermentino a cavallo tra Toscana e Liguria, fiori bianchi e gialli, una ginestra profumata, frutto intenso dove le mele dominano e un finale fresco, sapido e speziato di pepe bianco.
Colli di Luni Vermentino Sup. Fosso di Corsano 2014 biancospino, susine gialle, mandorle fresche, pesche bianche, pera, gelsomino, un tripudio di fiori e frutta, morbido, fresco, elegante e equilibrato.


Perfino il Tempranillo !


Un’altra direttrice porta da Firenze verso Pisa, zona Chianti DOCG con le varie sottozone. Troviamo una piccola perla a San Miniato con del Tempranillo secolare arrivato chissà quando in Toscana, probabilmente con qualche invasione straniera.

Beconcini Pietro ­ San Miniato (PI):

IXE 2013 viole, ciliege, vaniglia, finale teso e speziato di pepe nero e chiodi di garofano.
Vigna alle Nicchie 2011 luminoso e intenso, terziari e viole, bocca ampia, liquirizia, caffè, pellame e caramello.


Infine la costa, da Livorno giù verso la Maremma, da Bolgheri a Scansano, dove il Sangiovese diventa Morellino o i blend francesi si chiamano Sassicaia. I vitigni bianchi e rossi sono quelli francesi, gli stessi che si trovano da Bordeaux al Rodano e si integrano a meraviglia con il terroir calcareo e fortemente minerale di questi terreni. Senza scordarsi dei Vermentini della costa affiancati sempre più da Sauvignon Blanc e Viognier.


Ci sarebbe da scrivere un libro sui vini di questa zona ma sono già in tanti che lo fanno e vi annoierei. Vi lascio invece la nota di un’azienda che lavora ancora bene il Morellino e che si affaccia sui tagli bordolesi con un prodotto interessante.

Terenzi ­ Scansano (GR):

Morellino di Scansano 2014 frutto rosso fresco e profumato, Viole e rose antiche, tannini morbidi, buona freschezza e sapidità, finale con spezie dolci.
Morellino di Scansano riserva Purosangue 2013 ciliege, cannella e pepe nero, tannini pimpanti ma sottili, fresco e sapido.
Morellino di Scansano riserva Madrechiesa 2012 frutto fresco e gustoso, fragole e ciliege mature, erbe aromatiche della maremma, speziatura piccante e piacevole tannicità.
Francesca Romana 2011 taglio bordolese, more e ciliege, mirtilli, noce moscata, tabacco dolce, cannella, tannini pimpanti ben integrati nel frutto, note di vaniglia nel finale.


Il tour volge al termine


Abbiamo concluso il nostro tour enologico della Toscana vedendo idealmente posti ricchi di storia e di una bellissima natura, assaggiando vini da uve autoctone e internazionali, di un livello mediamente molto, molto alto.
Credo che dovremmo imparare a conoscere a fondo questa regione che ci regala in ogni suo angolo delle gustose eccellenze.
E’ bello acquistare online vini del mondo per scoprire zone nuove, ma provate a prendere il telefono per fissare un appuntamento in cantina e con la macchina andate a trovare vicino a voi chi il vino lo produce prima di venderlo e scoprirete, oltre al vino, tanta professionalità e tanta passione, tanta simpatia e delle ottime bevute.


E come dicono gli americani...bottoms up !



i vini del Sud Africa