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Viaggio in Cote d’Or – da sud a nord alla scoperta dei Finage del pinot nero

Mercoledì 12 Ottobre, nuovo appuntamento infrasettimanale del To Wine Tour 2016, un viaggio tra i sapori della Côte D’Or di Borgogna. Potevo mancare ?

Sala piena e nuova disposizione con tanto di telo e proiettore, una vera lezione, un grande ripasso didattico della Cote d’Or con un bel relatore, Pietro Palma, vero ctonio dei suoli borgognoni.
Otto grandi vini, un village, cinque 1er e 2 Grand Cru ci coccoleranno a dovere per tutta la serata.



Si parte con un’introduzione ai terreni, al clima, alla storia, al lavoro dell’uomo partendo dal concetto fondamentale di comprensione di alcuni termini: FINAGE, CRU, CLIMAT e CLOS.
FINAGE è il territorio comunale, la vera identificazione del terroir
CRU è un zona delimitata interna al Finage, delimitata geograficamente ma soprattutto per caratteristiche ottenute 
CLIMAT è un singolo appezzamento all’interno di un cru, una piccola parcella appartenente a un proprietario. Ogni Cru è diviso tra più climat salvo pochi, dominio di un singolo, denominate MONOPOLE
CLOS è un vigneto recintato, chiuso da un cancello, che si distingue per questo essendo esentato dall'obbligo di eseguire la vendemmia nelle date imposte dalle autorità comunali.
Risalendo verso nord la Borgogna, la Cote d’Or si estende per una cinquantina di chilometri e comprende le ultime due zone, se si esclude lo Chablis. Si parte da Santenay per terminare ai sobborghi di Digione. Cote de Beaune + Cote de Nuits.
33 grand cru in totale in Borgogna, 1 nello Chablis e 32 nella Cote d’Or….vorrà pure dire qualcosa.
Clima continentale, grandi escursioni termiche tra inverno e estate, gelate primaverili che spesso devastano i raccolti facendo selezione naturale.

Primo Finage, Chassagne-Montrachet, terra di bianchi, immediatamente a nord di Santenay, 70% di Chardonnay e 30% di Pinot Noir coltivato ancora sulle poche, piccole zolle argillo calcaree presenti. Il pinot nero assume caratteristiche medie, mai eccelse, ma di grande piacevolezza e bevibilità. Terra che dona tannini finissimi e serrati lasciando spazio ai fiori e al frutto profumati.


  • Chassagne-Montrachet 2012 – Domaine Lahaye
Si parte con questo Village dal colore chiaro, vivace, luminoso. Frutto profumato di ciliegie e fragoline di bosco, Gustoso ma non troppo complesso e poco persistente. Una piacevole nota balsamica e leggermente speziata accompagna il sorso fine ed elegante. Grande bevuta a poco prezzo. Il compagno ideale per un meraviglioso panino col salame !

Volnay. Si inizia a salire in direzione nord e incontriamo Volnay subito a ridosso. Terra di vini delicati ed eleganti, raffinatamente femminili. Le note floreali prendono il sopravvento sul frutto e incorniciano il vino in un giardino profumato



  • Volnay 1er Cru Les Mitans 2012 – Christophe Vaudoisey
Il primo dei 1er Cru, si sale di qualità nell’ultimo avamposto del Pinot Noir. Un rossetto rubino che ti bacia tra violette e mammole, ciliegie e piccoli frutti di bosco. Succo esile fresco che carezza gentile la bocca e la lascia in compagnia di tannini setosi. Se cecate un vino muscoloso avete sbagliato Finage ma se vi piace farvi coccolare senza troppo impegno questo potrebbe essere il vostro paradiso.

Pommard. Argille rosse, ferrose, una cantina che si è fermata nel tempo, fermentazione con soli lieviti indigeni, senza diraspare, senza controllare la temperatura. Vini potenti e muscolosi.



  • Pommard 1er Cru Les Rugiens 2009 - Domaine Lejeune
Un Pinot infinitamente balsamico, prugne mature e ciliegie nere, ricco di note terziarie eleganti, il boisè delle tostature del legno, il tabacco, il chicco di caffè profumato. Setoso e caldo. Emana calore dal bicchiere. Tutto con una semplicità incredibile e con un’eleganza sublime. Il re della serata, un re buono, mai arrogante. Un signore distinto che non puoi fare a meno di ascoltare. Un vino antico che ti incanta con i suoi racconti.

E arriviamo in terre di Beaune la “capitale della Borgogna. Finage variegato per la vastità del terreno, appezzamenti eterogenei chi regalano sorprese.



  • Beaune 1er Cru Clos Des Mouches 2012 – Gerbeaut-Billard
Un contadino di una volta, sporco di terra e muscoloso, potente ! Non si è aperto e non si aprirà completamente per tutta la sera. I suoi aromi sono viziati da una riduzione importante, quasi sulfurea che accompagna naso e bocca. Forti note animali, di cuoio, di pelliccia, di tabacco che sovrastano il poutpurri di rose e viole secche. Un frutto polposo, scarlatto e vivido, una spiccata nota vegetale di mallo. Deve essere domato per dare il meglio di si, o forse non riusciremo mai a domarlo. Il legno è la sua casa.


Il paradiso, Vosnee Romanee, 75ha di grand cru meravigliosi. La terra e La Romanee, de La Tache,  di St.Vivant, di Echezeaux e un solo sentiero separa il nostro 1er da Les Richebourgs perché siamo a Les Petits Monts. Vini intensi, persistenti, fieri e complessi. Frutta matura e spezie sono gli ingredienti di questi capolavori.



  • Vosne-Romanée 1er Cru Les Petits Monts 2013 – F. Gerbet
Aromi puri e inaspettati, naso tanto elegante quanto intenso di frutti rossi e neri maturi. Pulito è il suo aggettivo, limpido nel suo bouquet. Trama tannica fittissima e serrata, assolutamente presente ma mai irriverente. Bocca rotonda in perfetta armonia delle sue parti dure e morbide e la persistenza del nord della Borgogna da bella mostra di sé.
Pochi passi più a nord e incontriamo 




Vougeot. 50 ettari di terreni diversi ed eterogenei di Grand Cru, l’antitesi della Borgogna che recupera se stessa nel senso nei 100 Climats che compongono il suo puzzle e nei tanti Close. Il lavoro da alchimisti dei frati che fino alla rivoluzione francese avevano compreso potenzialità e differenze di questo “grande” appezzamento unico nella Borgogna.
  • Clos Vougeot Grand Cru 2013 – Armelle Rion
Rion merita un plauso per come lavora e per quanto vasta sia l’offerta dei suoi vini sempre con un prezzo eccellente ed abbordabile. Si sente il legno nuovo, ma siamo in Borgogna e salvo l’aroma persistente non sarà mai un problema conviverci. Il vino è carnoso, ricco di materia fresca e croccante, Di spezie e di terziari. Potente e con una buona sensazione alcolica che si mitigherà con qualche anno sulle spalle. Una bocca che si apre in un’immensa estensione di sensazioni senza mai terminare.

Proseguiamo il viaggio ancora non sazi per arrivare sui terreni di Morey-St-Denise. Nella parte centrale della Cote de Nuits, su terreni argillosi calcarei perfettamente drenanti dove il nostro primo Grand Cru si sollazza perfettamente a suo agio.



  • Morey-St-Denis 1er Cru Les Genavrières 2012 – G. Peirazeau
Se il colore e gli aromi di frutti di bosco rimangono perfettamente varietali, aumenta complessità e persistenza. Si aggiungono note di sottobosco e di legni profumati, qualcosa di esotico che va verso al te e alle spezie dolci. Un vino morbido e fine ma allo stesso tempo potente. Più austero dei suoi predecessori mostra la stoffa di cui è fatto. Tannini pronunciati ma mai grevi e una grande freschezza che si spande in bocca in piena armonia con il sorso.

Siamo arrivati al termine, Charmes-Chambetin ci aspetta in uno dei suoi rinomati Grand Cru. Solo la geografia e i confini imposti dall'uomo cambiano nome. Il Pinot nero che ci abita prosegue la sua naturale caratteristica e aromi e persistenza vanno sempre più a braccetto con frutto e freschezza.



  • Charmes-Chambertin Grand Cru 2008 – Domaine Des Varoilles
Spicca la texture tanica potente e setosa, il frutto di bosco intenso ma elegante, la freschezza innata e un fin di bocca dove la parte animale e balsamica si mischiano alle spezie profumate. Ottima interpretazione assolutamente esemplare del vino e della zona.



E abbiamo concluso, Pommard ci ha sorpreso tutti ma nessuno ci ha deluso e 3 ore sono passate velocissime tra racconti e sorsi, tra entusiasmi condivisi. Pietro ha fatto un eccelso lavoro di cucitura, un grande collante senza sbavature, un trait d’union di un viaggio piacevole dove avevamo una sola costante, il Pinot Noir.


Serate importanti per chi ama il vino !


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