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lunedì 26 settembre 2016

LOIRA: UN FIUME, L'UOMO E LA TERRA


Venerdì 23 settembre, nuovo approfondimento sulla Loira all’Italiana Hotel di Firenze grazie a Fisar e ai suoi relatori Leonardo e Anna Paola. In passato ci eravamo concentrati sul Sauvignon Blanc, re dei vitigni della zona più interna alla Francia, del lungo corso del fiume mentre oggi partiremo dall'oceano per rientrare verso le zone più l’interne lungo il corso del fiume. Ancora una volta sono di servizio ma non mi faccio certo scappare l’occasione per ascoltare e degustare i vini che serviamo.

Un Fiume

Mille chilometri di corso del fiume più lungo della Francia che tagliano in due trasversalmente la nazione, dalle coste dell’oceano Atlantico fino quasi ai confini con la Borgogna. Mille chilometri variegati dove i vitigni si distendono partendo dall'oceano, da Nantes, partendo con il Melon de Bourgogne e i suoi Muscadet, per passare allo Chenin Blanc e poi al Cabernet Franc man mano che ci si sposta all'interno per raggiungere le aree più interne, attorno a Brouges, del Sauvignon Blanc. La Loira è terra di vini e di castelli per la quale è famosa in tutto il mondo.

L’uomo e la terra

L’offerta vincola è completa e si va dai bianchi ai rossi passando per i rosati, gli spumanti e perfino i vini dolci. I bianchi sono comunque i vini a cui la regione è particolarmente legata e dove si trovano le migliori espressioni del territorio. Clima rigido, continentale con freddo e piogge frequenti e intense a tal punto spesso da compromettere buona parte dei accolti. Da qui si capisce la predilezione per i bianchi che ben si sviluppano tra gli sbalzi termici che donano freschezza e profumi. Zuccheraggio e utilizzo della barrique per le fermentazioni sono pratiche ormai comuni in questa zona, alla ricerca di maggiori gradazioni alcoliche e struttura che il clima altrimenti non regalerebbe ai vini. Idealmente l ‘AOC della Valle della Loira può essere risuddivisa in tre macro aree, La zona atlantica attorno a Nantes del Muscadet, la zona centrale di Anjou, Saumur e Touraine dove Chenin Blanc e Cabernet Franc la fanno da padrone e lo parte più interna di Brouges e Orleans dove i Sauvignon Blancs arrivano alle massime espressioni di eleganza.

Sono le prime due aree quelle che saranno approfondite durante la serata con un’analisi attenta dei relatori in merito a vitigni, territorio, storia e metodi di vinificazione. In una parola Terroir.

I vini della serata

I vini in degustazione sono sei, quattro bianchi e due rossi e tra i quattro bianchi spicca la particolarità di un demi-sec che scopriremo con piacere durante la serata
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Un breve cenno su vini e vitigni

Il Muscadet è un vino poco conosciuto e poco usato da noi ma che rappresenta per volumi una delle parti importanti della produzione di questa zona. Vino abbastanza semplice, fresco e profumato, prodotto con le uve del Melon de Bourgogne ha trovato la sua zona di predilezione nel distretto di Sèvre-et-Maine, due fiumi che attraversano la zona di produzione. L’uomo ha aggiunto valore evolvendo le vinificazioni classiche in inox con pratiche di maturazioni sur-lie, che aggiungono struttura e complessità al vino.
Nella zona centrale della Loira si producono un po’ tutte le tipologie di vini, fino agli spumanti di Saumur da uve Chenin Blanc. Le zone di rilievo sono Savennières e Touraine dove lo Chenin Blanc arriva ai suoi massimi livelli disponendo di grande mineralità, freschezza e complessità aromatica. Sempre in questa zona, grazie alle particolari condizioni climatiche, si riescono a ottenere ottimi vini botritizzati sempre da uve Chenin. Qui si inizia a usare il Cabernet Franc che raggiunge le sue migliori espressioni nell'area di Touraine.



Rapide note di degustazione

Domaine André-Michel Brégeon - Muscadet de Sèvre et Maine Gorges 2013

Siamo a Gorges su terreni di argille e calcare, 100% Melon de Bourgogne, giallo oro luminoso a presagire la grande freschezza e la maturazione sur-lie. Frutta tropicale matura, a polpa gialla e susine. Fresco e minerale a sostenere l’equilibrio col corpo non indifferente per un bianco che con i suoi 28 mesi sur-lie se la gioca bene su corpo e complessità più elevata. Ostriche e conquillages i suoi degni compari.


Domaine Patrick Baudouin - Anjou Blanc Effusion 2014

Agricoltura biologica, rocce vulcaniche ceneri e arenarie su ardesia per questo Chenin Blanc aromatico come dice il nome. Un’effusione di profumi intensi, di fiori non troppo freschi, del miele di castagno, delle mele cotogne, amaro della cenere, boisè. Un vino caldo già nel colore, grasso e corposo che gioca il suo equilibrio grazie anche a una sapiente malolattica. Ottimo compagno per un bel formaggio di capra francese!


Château Pierre-Bise - Savennières Roche aux Moines 2013

Savenniers è una garanzia, zona di eccellenza per lo Chenin blanc, terreni antichi vulcanici e rioliti, morbidi e friabili. Pere e pepe bianco, scorze agrumate appena candite, buona citricità e mineralità importante. La bocca entra un po semplice e diretta ma si apre subito volentieri mostrando un bello spettro gustativo che comprende anche una buona parte balsamica. Il mio bianco preferito anche se non condiviso da tutti.


Domaine Huet - Vouvray Le Mont demi-sec 2014

Nove ettari nei dintorni di Tours, Vouvray è un garanzia per lo Chenin. Triple A il produttore, 20g/l di zuccheri per questo demi-sec. Una miscela esplosiva che ammalia la platea. Onore al merito per un vino che equilibra bene la sua grande morbidezza con una acidità spiccata. Frutto giallo maturo, piccoli fiori di campo, spezie dolci. Rotondo e morbido, fresco e minerale. Posso avere degli erborinati non troppo cremosi ? Il più acclamato in sala.


Domaine des Roches Neuves - Saumur-Champigny Franc de Pied 2013

E si arriva al Cabernet Franc, Biodinamico a piede franco, altra perla della Loira. Rosso scarlatto, Rose e peonie. La frutta spinge sulle note intense di amarena, la parte vegetale diventa balsamica intrecciandosi con una buona speziatura nera. La trama tannica è esemplare nella sua eleganza. Acuto nell'ingresso in bocca si distende subito lasciandosi gustare in tutta la sua succosità. Chiude bene pulito e molto lungo con un leggero accenno di polvere di caffè. Il rosso che ho preferito.


Frédéric Mabileau - Saint Nicolas de Bourgueil Les Coutures 2013

Sabbie e ciottoli calcarei si dispongono sulle argille determinando il risultato del vino. Molto giovane con riflessi vermigli luminosi, ancora un po’ scomposto da bella mostra di tutta la sua varietalità seppur poco amalgamata. Un vino che ha fiori rossi e frutto, che mostra la parte vegetale con il peperone verde che si affaccia tra la frutta rossa e nera, un vino che ha corpo e tannini setosi, carnoso ma in difetto di equilibrio. Un vino da scordarsi in cantina per un po di anni per riuscire a goderselo al meglio.


Anche questa serata è passata velocemente e ci ha regalato preziosi approfondimenti e ripassi di una grande zona vinicola. E non poteva essere altrimenti visto la qualità e la competenza dei relatori. A  la prochaine fois.


mercoledì 22 giugno 2016

Pizzaevino !!!

Serata di abbinamenti inconsueti alla scoperta dei confini della pizza e del vino. Basta abbinamenti classici con la birra o con Asprinio o con bianchi e rossi Campani. Quelli li sanno fare tutti. A noi piace sperimentare, andare oltre per imparare ma soprattutto per il piacere di farlo.

Pizzeria Mamma Napoli a Firenze, in San Lorenzo, pizzaioli d’eccezione, il meglio sulla piazza. Giovanni Santarpia (Pizzeria Santarpia), premiato lo scorso anno con i 3 spicchi dal Gambero Rosso, e Raffaele Menna (Pizzeria Mamma Napoli), premiato come miglior pizzaiolo emergente del centro Italia nel 2014.
Oltre 50 partecipanti FISAR, l'immancabile delegato, un relatore campano come le pizze, Martin, che sono sicuro avrà lottato fino all'ultimo per organizzare la serata con Caprettone e Fiano. Livio e le sue note degustative, Laura a fare sfoggio di se e della segreteria nazionale e tanti, tanti, tanti, tanti corsisti oltre a tre bravi sommelier a fare servizio.
Veniamo al sodo e tuffiamoci tra pizze e vini

Jean Baillette-Prudhomme - Champagne Brut Réserve 1er Cru
Che lo champagne abbracci la pizza oramai è risaputo. Questo poi lo conosco bene da tempo. Un po’ ruffiano per il suo classico dosaggio e per la sua cuvée. Spostato verso leggere ossidazioni, concede note di nocciole e noci. Una lieve nota di miele e agrumi canditi. Una punta di amarognolo, di ginger, che non guasta. Servito con i classici Frittini napoletani puliva egregiamente la bocca cercando di assecondarli e di coccolarli. A seguire ha accompagnato una più classica Pizza pomodoro del piennolo e bufala, perfetta armonia tra sapidita e grassezza del formaggio e la dolcezza appena aspra del pomodoro.



Cantine dell'Angelo - Torrefavale Greco di Tufo 2014
Nessuno avrebbe mai detto alla cieca che era un Greco di Tufo. Il vulcano si sente e sprizza zolfo da ogni poro. Un po’ di macerazione che ben si vede dal colore quasi dorato. Un corpo importante. Fiori gialli e frutta matura. Somiglia ad un fiano? Potrebbe essere se non ci fosse quella vena sbuffante sulfurea a distrarre l'eleganza. La pizza in abbinamento è ottima. Pomodorini gialli e provola affumicata. La dolcezza del pomodorino che equilibra sapidità e freschezza del vino e le note fumeè e grasse della provola che si intrecciano con la forza del vulcano. Campania 100%




Ferlat - Friuli Isonzo Friulano 2015
Bel caratterino tagliente e grandi profumi tipici di frutta bianca e fiori. Di erbe aromatiche. Spiccata mineralità regalato dalla zona di origine. Abbinamento estemporaneo con pizza ricotta zucchine e menta. La balsamicità della menta è veramente tanto attraente quanto irraggiungibile. Sovrasta tutto, piacevolmente profumata. Per il resto sembravano due bimbi cresciuti nella stessa culla. E si abbracciavano stretti stretti.





Andrea Felici - Cantico della Figura Verdicchio dei Castelli di Jesi Riserva 2013
Con i vari Verdicchio stanno facendo passi da gigante e sia bianchi AA che i Campani devono stare attenti perché questi marchigiani hanno un carattere importante e vincente. Frutta bianca intensa , spezie dolci, noce moscata e pepe bianco. Fiori bianchi. Tanta freschezza. Buon corpo e bella struttura. La sua compagna era una Pizza zucca gialla e pancetta, dolce e sapida, morbida e croccante. Un gioco di seduzione infinito tra cibo e vino dove ciascuno ha il suo ruolo e nessuno domina l'altro. Ben riuscito.




Marilena Barbera - La Bambina Rosato 2015
Era difficile stare dietro a questa pizza e a questi aromi ma questo bel rosato siciliano da Nero d’Avola ha tenuto la ruota fino in fondo. Rame cristallino. Frutti rossi croccanti che esplodono intensi nel bicchiere, buona balsamicità, fresco e sapido. La pizza con impasto al nero di seppia, seppie e pomodorini. La mia preferita. Profuma di estate e di mare e si è preannunciata in tutto il suo gusto ancor prima di raggiungere i tavoli. Il vino forse era un po’ sotto, forse. O forse non così tanto ;-)





Clos Naudin - Vouvray Demi-Sec 2003

Della serie “famolo strano” . Chenin dalla valle della Loira Demi-Sec. Non ho trovato i dati del vino per controllare il residuo zuccherino ma dovremmo essere oltre i 30g/lt di zuccheri. Esotico. Sorprendente, frutta secca, fichi e albicocche, mieloso. Freschissimo, tanto da reggere egregiamente tutto il suo zucchero. Sapido e lungo, lungo, lungo…. Piacevole e divertente. Abbinato con pizza ai fiori di zucca, caprino e miele ha trovato una parvenza di equilibrio solo nel boccone dove il miele era più importante. Per il resto vinceva lui, sempre, senza alcun dubbio. Ma chi avrebbe mai messo un Demi-Sec su una Pizza ?






Chissà la prossima volta dove ci spingeremo, ma questo non è importante…l’importante è andare oltre e sperimentare nuovi orizzonti. Se poi saranno piacevoli godremo, altrimenti un po meno. Sicuramente ci saremo arricchiti !




 Le foto sono gentilmente offerte dalla Delegazione Fisar di Firenze, perché a Firenze #ScegliFisar

i vini del Sud Africa