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Claudio Cipressi vignaiolo, Tintilia e non solo

Il Molise non è la Borgogna, Bordeaux, il Piemonte o la Toscana. Difficilmente chiunque di noi pensa al Molise per cercare un vino e è un peccato, soprattutto quando poi si incontrano realtà come quella di Claudio Cipressi vignaiolo in San Felice del Molise.

La Tintilia poi credo che sia sconosciuta alla maggioranza. Vitigno quasi scomparso, cosiderato per anni l'unica vera eccellenza della regione e poi abbandonato a lungo per dare spezio a vitigni con rese più alte.
Per molto tempo è stato considerato un parente del Bovale Grande oppure un vitigno di origine spagnola (l'etimologia è di chiara origine spagnola, dove "tinto" indica il rosso intenso dell'uva e del vino che ne deriva).
Claudio Cipressi con fatica e dedizione coltiva sedici ettari vitati con piante autoctone: undici di Tintilia del Molise, tre di Montepulciano, due di Falanghina e uno di Trebbiano.

La degustazione si è svolta in ottobre presso la delegazione Slow Food di Scandicci (FI) a cui era presente anche il vignaiolo che ha spiegato i suoi vini oltre che a trasmettere la sua passione a tutti i commensali.

Partiamo dal Trebbiano, Le Scoste, il vino ha un colore giallo con riflessi verdolini. I profumi sono intensi e fruttati, con sentori di frutta matura e agrumi. In bocca si presenta piacevolmente fresco, sapido, equilibrato, e con un bel corpo e i suoi 13%. Adatto per un aperitivo, un antipasto di pesce ma anche per dei primi con pesce, un po più robusti, secondi di carne bianca e formaggi a media stagionatura. Una bella sorpresa per un vitigno, il Trebbiano, che spesso associamo a vini di largo consumo e basa qualità salvo poche eccellenze.

Si sale con un rosato, Collequinto, 100% Montepulciano con i sui 13,5%. Un rosa tenue, intenso al naso nelle sue note fruttate di more e fragoline di bosco, morbido in bocca non note sapide che aiutano la beva, e anche in questo caso il corpo fa la sua bella parte. Ottimo con salumi, sughi a base di pomodoro, pesce arrosto e anche delle saporite zuppe di pesce.

Si sale ancora in un crescendo di profumi con i rossi, per primo la Tintilia in purezza, Macchiarossa. 14,5% grazie alle eccellenti lavorazioni in vigna e in cantina, brillante nel suo rosso che vira decisamente al granato, il balsamico di erbe aromatiche e la grande speziatura che arriva fino al pepe nero ne determinano un gusto particolare ma piacevole, caldo, rotondo, morbido in bocca, In generale gli arrosti, nello specifico gli arrosticini con cui è stato abbinato si fondono in bocca in maniera egregia.

Più su ecco Macchianera, 85% Montepulciano, 15% Tintilia, 14%, un vino realizzato dopo un'attenta cernita dei migliori grappoli, rosso rubino vivo e brillane, tendnte anche questo al granato. Il montepulciano amplia la gamma olfattiva aggiungendo i frutti di bosco di cui è ricco e aumenta la complessità del vino. Il corpo in questo caso è a livelli alti e l'equilibria e la pulizia lo rendono estremamente piacevole in bocca, sorso dopo sorso. Un vino così oltre agli arrosti può salire fino alla cacciagione, alla slvaggina e hai formaggi con stagionature più alte. Sicuramente il vino più "importante" di tutta la sera.

Per finire una perla omaggiata per l'occasione, un passito speciale, abboccato più che passit vero e proprio, prodotto solo nelle buone annate, Dulce Calicis del 2006. Tintilia appassita in maniera naturale, che ti sorprend al primo sorso con le sue note speziate vivaci e la grande freschezza che lo contraddistingue, unico e intrigante con un grandissimo problema........la bottiglia è troppo piccola e finisce subito !

Claudio Cipressi Vignaiolo

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