Passa ai contenuti principali

Salcetino - Chianti Classico 1987 - Emozioni

27 anni, la zona è buona (Radda), la conservazione anche, non è sceso e sembra ancora bello scuro. Siamo assolutamente fuori dalla finestra di bevibilità ma la tentazione di aprirlo è tanta. Che dite lo apro o gli lascio continuare il suo riposo ? Aprirlo e ucciderlo sarebbe triste...

Lo apro !
 La cantina che lo ha prodotto ha cambiato nel frattempo proprietà e adesso è gestita da una società di Udine.
Tanti commenti su Vivino pian piano mi hanno convinto a rendere omaggio alla fatica fatta tanti anni fa dal vignaiolo. Probabilmente anche da giovane non era un grandissimo vino ma adesso è assolutamente affascinante.
Aperto finalmente, il tappo è buono, il profumo anche, lo lascio un paio di ore aperto nella bottiglia e poi vediamo cosa ne esce.

Bella sorpresa, al limite dell'incredibile, il colore ha retto bene, tende all'aranciato ma è normale e la base è ancora rubino. La brillantezza se n'è andata, le note sono opache ma è normale che sia così.
Nel bicchiere è appena torbido, niente di eccessivo, al naso una leggera nota ossidativa, delicata, ma la ciliegia si sente ancora. Inizio a rotearlo e si sprigiona il suo bouque di terziari con una speziatura ancora leggermente pungente. In bocca manca di morbidezza, alcol ce n'è rimasto poco ma la freschezza ancora presente mantiene su il vino. In bocca rimane una base polverosa e il vino è ancora assolutamente gradevole e bevibile nonostante l'età e la fase nettamente calante.
Radda è una zona vocata del chianti e questo è quello che riesce a donare anche dopo tanti anni.

Questa è l'azienda oggi, come si vede dal loro sito, chissa come sarà stata quando questo vino è nato


Se passate in zona passate a rendere omaggio ;-)

Borgo Salcetino

Commenti

Post popolari in questo blog

JURA, LA MONTAGNA INCANTATA

Consueta sera di approfondimento organizzata da Fisar Firenze e curata dai due bravi relatori Anna Paola Coppi e Leonardo Finetti.
Come spesso capita una vacanza diventa poi oggetto di studio legato alla passione e alla pura curiosità che ogni sommelier che si rispetti porta innata con se e poi sfocia in un interessante approfondimento durante queste serate.
Questa poi è una di quelle regioni vitivinicole piccole, al fianco della Borgogna, sopra alla Savoia e sotto all’ Alsazia che si studiano quasi esclusivamente in relazioni ai suoi vini speciali, il Vin Jaune, una specie di sherry non fortificato, il Vin de Paille, un passito con note estreme ossidative e il MacVin, il classico Vino Dolce Naturale, assimilabile alle tante mistelle (mosti fortificati) che vanno così di moda in Francia.
Questo territorio ha rischiato di scomparire a seguito della fillossera dei primi del novecento ma si è ripreso come sempre succede grazie ad una grande azienda, Henri Maire, (parlo di volumi prodotti) c…

Gita in Friuli : Az. Agricola Silvano Ferlat

Moreno ci aspetta in vigna, simpatico e gentile come sempre. Ci siamo incrociati già alcune volte in varie manifestazioni e conosco i suoi vini, ma visitarlo in azienda sarà una cosa diversa, ne sono sicuro. È una piccola azienda a conduzione familiare, fondata nel 1950, biologici non certificati dal 2000 e con certificazioni dal 2017. Obblighi di cui farebbero volentieri a meno visto che non aggiungono niente al loro lavoro se non costi e scartoffie. Siamo nella D.O.C. Friuli Isonzo ma molti loro vini sono per scelta IGT. Gli ettari di vigneto coltivati con i metodi dell’agricoltura biologica sono 6,5, tutti lavorati con rame, zolfo e Bacillus, fertilizzanti naturali di origine animale. Nessun Sovescio visto la ricchezza organica dei terreni di argilla rossa, ciottoli e sabbie, ma anzi cura dell’inerbimento naturale che aiuti a contrastare un po’ la naturale vigoria della vigna. 
L’obbiettivo è ottenere vini personali e riconoscibili
“La qualità dell’uva passa attraverso il massimo ris…

Gita in Friuli : Villa Job

ALESSANDRO “Ho 34 anni e ho deciso di produrre vino per amore” …. Così si legge sul loro sito web e niente lo rappresenta meglio.
“Il giorno che decisi di intraprendere questo percorso iniziai a viaggiare tra Loira e Piemonte, Borgogna e Toscana alla ricerca di uno stile personale, del vino che doveva piacere a me” Così si presenta il proprietario dietro ai suoi occhiali che gli donano un’aria intellettuale e i baffetti arricciati che fanno tanta simpatia.
Il tempo non ci permette di partire come avrebbe voluto dalla vigna, ma il racconto della sua scelta di vita non lo fa rimpiangere e tutti rimaniamo attenti ad ascoltare le parole di un ragazzo giovane determinato che ha dato una svolta alla sua vita seguendo le orme del nonno con metodo e sperimentazione.
Avevo sentito due dei suoi vini al FIVI lo scorso novembre e mi ero innamorato di quel Pinot Grigio, tanto tipico in Friuli quanto perlopiù bistrattato e relegato a ruolo di vino sempliciotto, da grandi numeri. Un Pinot grigio di…